
1949 : Gruppo di nuotatori prima di una traversata di livello nazionale
Davvero non sono stati molti i paesi rivieraschi che hanno avuto un rapporto
così speciale e intenso con il mare: qui, anche quando viene "bestemmiato", è
soltanto per l'ira del momento, perchè poi trionfa l'amore di
sempre. Ed è
allora facile intuire perchè le attività che si svolgono nell'acqua incontrano
subito il gradimento della gente . Fra le tante il nuoto è sentito come la
pratica più nobile, lo sport tout-court, che
il trascorrere degli anni ha fatto
diventare tradizione.
Già dai primi anni del secolo scorso il maestro Teopisto, con uno stile
inventato da lui
stesso, "sgraziato" quanto mai, scorrazzava in lungo e in largo
per il golfo, spingendosi oltre le capacità dell'occhio, suscitando stupore nei
paesani e nei forestieri di allora. Piu' tardi un manipolo di giovani nuotatori, accorpati sotto l'insegna
della gioventù del Littorio, andavano a mietere allori in molte competizioni
nazionali, invogliati dalla propaganda del pomposo regime. Nel 1948, quando correvano su e giù le
carrette con le macerie, un giovane di
nome Enrico Zolesi, con lungimiranza e con coraggio prese tutti di sorpresa
iscrivendo la società, da lui creata, ai regolari campionati della Federazione
Italiana nuoto. Avendo conosciuto profondamente Enrico per averne a lungo
condiviso umori e passioni sportive, siamo certi che, a modo suo, volle dare la
sveglia ad una popolazione distrutta nei beni materiali e nel morale. Prendendo
in prestito un versetto latino di Virgilio (secondo una moda già usata fin
dall'Ottocento da molti sodalizi), battezzò la nuova società
"Rari Nantes". Non si contano i successi dei primi "sugarelli" che, tirati su con quello che
"passava il convento", si presentavano alle più importanti gare nazionali. Su di
loro regnava sovrana la stirpe dei Loffredo (Carlo, Giuseppe e Giacomo) che con
Salvatore Schiano, Guido Lavoratori e Carlo Fioravanti costituivano l'elite del nuoto di Porto S.
Stefano. I loro risultati più prestigiosi, per sommi capi, furono la conquista
del titolo Italiano nei 100 dorso allievi con Carlo Loffredo, le vittorie di Giacomo Loffredo nelle traversate e 5 medaglie ai campionati italiani e il terzo posto nei 100 s.l. assoluti di Salvatore Schiano . Sempre in quel periodo, nelle festività di agosto,con uno sforzo economico che
seccava le già "tisiche" casse societarie, la Rari Nantes Argentario metteva in
acqua i migliori fondisti italiani nel "Miglio marino", che divenne "Coppa
Fioravanti", a seguito della prematura e tragica morte di Carlo. Sul finire
degli anni '50 la società chiuse i battenti "per mancanza di materiale umano",
come comunemente si diceva al tempo, essendo i ragazzi costretti ad imbarcarsi
giovanissimi. Per fortuna si
trattò soltanto della fine di un ciclo
generazionale, perchè alcuni ragazzi, sotto la guida di Massimo Busonero e
l'insegna della Libertas (di ispirazione democristiana ), subito dopo (1960)
fecero rinascere
gli sport acquatici.
Merito della "Libertas Argentario" furono quelli di avere tenuta accesa a fiaccola dello sport natatorio e di aver creduto nella divulgazione della pallanuoto, che vedremo, sarà fonte di gioie e di dolori. Qualche anno più tardi (1962) il Partito Repubblicano, qui sempre in antitesi con la D.C., con l'assessore Gianfranco Casalini ed il segretario Giovanni Rosi costituì la "Carlo Loffredo", un'altra società sportiva che si richiamava al nome del campione disperso a mare a Capo Corso nel febbraio 1961.
Ai più la presenza di due sodalizi, che quando
si incontravano facevano faville, pareva una inutile
dispersione di forze e un
controsenso che finiva per avvantaggiare solo le squadre avversarie. Maturò
,così, l'idea di riunificazione, mancava soltanto l'intervento di una persona al
di sopra delle parti. Finalmente il 30-10-1970 abbandonando il suo isolamento
vigile, Enrico Zolesi fu acclamato
presidente della rinata "Rari Nantes
Argentario". Enrico in quegli anni era spalleggiato dall'instancabile Alberto
Milano , persona dalle mille risorse, dotato di grandi capacità organizzative, tecniche
e umane. Nel luglio1974 l'immane tragedia : mentre la squadra juniores di
pallanuoto ritornava da una trasferta a Firenze, una delle macchine si andava a schiantare contro un
camion. Nell'incidente morirono l'allenatore Adorno Schiano, e gli atleti Renzo
Loffredo e Otello Menozzi.
Sono trascorsi ormai troppi anni da allora, ma abbiamo ancora impresso nel cuore e nell'anima lo strazio dei parenti, la disperazione di noi amici che non riuscivamo a farcene una ragione, la partecipazione e il cordoglio di tutto il paese e di tanti venuti da fuori a portare silenziosamente la loro solidarietà. Per un po' qui nessuno aveva la voglia e il coraggio di parlare di sport natatorio e, in attesa di una risoluzione, la Federazione aveva rimandato "sine die" gli appuntamenti agonistici mancanti. Poi , pian piano, dopo un periodo di scoramento e di sbandamento, fu deciso di andare avanti per onorare quei "tre ragazzi" ... dalla cui memoria la società trae volontà continuativa", come recita una targa marmorea murata all'ingresso della piscina locale.
Sul filo dell'emozione suscitata dalla disgrazia il Sindaco Susanna Agnelli, che
aveva partecipato al profondo dolore di tutta la popolazione, fece costruire , a
tempo di record, la piscina comunale al
Campone
(la cui vasca di mt.33,33
x 21 rimane tuttora valida), affidando la gestione alla Rari Nantes Argentario. Dalle
categorie di livello regionale nel 1976 la pallanuoto salì in serie C nazionale,
per approdare poi nella prestigiosa serie cadetta (serie B), nel 1981, 1983 e
1989.
I migliori pallanuotisti espressi in quegli anni aulici sono stati Franco Picchianti , Franco Sordini e Paolo Bocchia più volte portiere di riserva della nazionale Italiana e titolare alle Universiadi.
Nel 1979 ,dopo poche partite di campionato , fu esonerato Alberto Milano allenatore e vice presidente della società e dopo poco seguirono le dimissioni del presidente Enrico Zolesi, figura di autentico sportivo e oculato amministratore lasciando alla gestione successiva un corposo bilancio attivo pur accollandosi tutte le spese (nafta, cloro, personale, manutenzione ordinaria ....ecc.) e senza nessun contributo comunale.
Con questo scossone ai vertici societari la Rari cominciò lentamente a perdere l'entusiasmo originario . All'inizio del 1981 la pallanuoto ritrovò nuova vitalità e volontà di fare e ritornò l'euforia delle stagioni di Enrico ed Alberto quando imperavano l'entusiasmo e l'amicizia.
Così
nel 1981 la squadra fu promossa in serie "B" con allenatore Arturo Cerulli . E
nel 1983 una nuova promozione in serie "B" con allenatore Sandro Biso
di Civitavecchia. Queste
due promozione furono raggiunte con merito e sempre con atleti santostefanesi. La società era però molto ambiziosa e forzò la mano per creare una
grande squadra di pallanuoto e un ampliamento dei settori agonistici
(sincronizzato e pallanuoto femminile) andando oltre il budget previsto. Vennero
acquistati 4-5 giocatori di nome (compreso il portiere ex nazionale De Medici
(1989) ed
il pluricampione del mondo Imre Budavari (alla Rari nel 1990 e 1991) e diventato
famoso come interprete del film di Nanni Moretti "La Palombella
rossa") , e con questa struttura la squadra fu promossa
in serie "B" nel 1989 con allenatore Massimo Cimini, e negli anni
1990 e 1991 si salvò agevolmente.
Negli stessi anni di questo nuovo ciclo (1986-1992) la R.N.Argentario aprì la
porta ad altri settori agonistici. Nel 1986 nasce la Pallanuoto Femminile che
partecipò al campionato di serie B con buoni risultati fino al 1993. Nel nuoto
una trattazione a parte meritano le molteplici imprese di Cosmo Milano e di suo
figlio Massimo che complessivamente hanno conquistato 5 titoli italiani assoluti
e 9 convocazioni in Nazionale (F.I.N.) , titoli che a tuttora restano i più
prestigiosi della Rari.
Nel 1985 nacque il nuoto Sincronizzato prima con Arturo Cerulli, poi con Giodana Li Vigni e infine (nel 1987) con l'assunzione di un tecnico di grande valore quale Rumi Cucchetti , allenatrice e coordinatrice della nazionale Italiana , coadiuvata dal tecnico Fabrizio Santero. Create le basi tecniche ed ambientali con la Cucchetti, il sincronizzato è andato avanti fino al 2006 .
Il "palmares" della Rari Nantes in questo settore è molto ricco : 16 titoli regionali F.I.N.(oro), 15 argento e 11 bronzo . Vedere per maggior dettaglio la pagina Web "Risultati".
Il passo"più lungo della gamba" (tecnici sincro e giocatori
pallanuoto) costrinse la pallanuoto nel 1992 a lasciare la serie "B" volontariamente e ripartire dal campionato più basso ovvero la serie "D" . I risultati agonistici dal 1993 al 2005 sono poca cosa in
confronto al "palmares" delle R.N. Argentario precedenti.
Nel menù "Argomenti" del sito c'è una pagina web "La Pallanuoto dei Civitavecchiesi" : un articolo firmato da Guido Loffredo ( presidente della R.N. Argentario dino al 2006) dove spiega e motiva il declino degli ultimi 15 anni . L'articolo è bello ed autocritico . Sicuramente "Uccio" poteva fare di più, come lui stesso riconosce, ma onestamente è rimasto troppo solo per lunghi periodi . Negli anni 1997 e 1998 la piscina "I 3 ragazzi" rimase chiusa per ristrutturazione e la squadra di pallanuoto serie C nazionale giocò tutte le partite in trasferta allenata da Carosi e De Santis . Alla riapertura della piscina nel 1999 nacque la società "Argentario Nuoto" con presidenti Franco Sordini (1999-2001), Roberto Schiano (2002-2005) e Roberto Costanzo (2006-2007) formata in gran parte da atleti e dirigenti di provenienza R.N. Argentario. Il sodalizio sportivo nei primi 3 anni non ha fatto attività agonistica , ma dal 2003 ha praticato attività agonistica su tre settori : pallanuoto giovanile, nuoto e sincronizzato .
Dal 2003 al 2006 abbiamo parlato più volte dell'unificazione tra Rari Nantes Argentario e Argentario Nuoto ma i problemi economici della Rari Nantes hanno reso lo sforzo inutile e la fusione rimane improponibile.
A fine 2006 la gloriosa Rari Nantes Argentario cessa per sempre l'attività agonistica.
Il sottoscritto continuerà a gestire e migliorare il "sito" finchè la mente me lo consente .
La storia della R.N.Argentario (1946-2006) per tante persone che hanno vissuto le gioie di allora non si dimentica ed almeno una volta all'anno riguardando sul Sito le foto di allora, quel bianco e nero che emana nostalgia ci fa rivivere dolci ricordi.
Alberto Milano